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Conversazione con Pidgin Edizioni - incursioni al Book Pride ‘22

13-05-2022 12:16

La Lupa

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Conversazione con Pidgin Edizioni - incursioni al Book Pride ‘22

Con l’editore Stefano Friani siamo partiti da “Appunti da un bordello turco” di Philip O’Ceallaigh (primo libro in catalogo) al Rock in Roma ‘22 dove (si spera)

Pidgin è un suono e una suggestione.

 

In due aggettivi? Ruvida. Sperimentale.

 

Abbiamo chiesto a Stefano Pirone di raccontarci la sua peculiare linea editoriale.

 

Pidgin nasce a Napoli nel 2017. Nomen omen, la dichiarazione d’intenti è chiara. 

 

“Pidgin” è la lingua creata dalle persone allo scopo di comunicare, comprendersi. 

 

“Pidgin” è figlia di una mescolanza tra una lingua straniera e una o più lingue indigene. 

 

Si definisce così quella lingua che, se estesa a un’intera comunità, può originare una lingua creola. 

 

L’obiettivo di creare, e fidelizzare, una comunità di lettori che si riconoscano subito nella forma e nei contenuti della casa editrice è chiaro ed efficace fin dai primi titoli.

 

Si va da romanzi sorprendenti come “Mira corpora” di Jeff Jackson alla flash fiction “Viscere” di Amelia Gray, da dialoghi e ritmi ossessivi di “Volevo essere Vincent Gallo” di Sergio Oricci all’ultima novità nel campo della non fiction, la collana di saggi-memoir a cura di Sara Verdecchia inaugurata da “Stanotte sono un altra” di Chelsea Hodson.

 

Lo stile? Diretto, incalzante, preciso. La veste grafica segue la stessa linea di essenzialità e immediatezza: pochi cromatismi che suggeriscono di volta in volta atmosfere surreali, oniriche, psichedeliche, perturbanti.

 

I temi? Un’attenzione spasmodica al canto della strada, alla violenza e al grido degli ultimi, alle condizioni umane marginali e periferiche.

Nel segno di una Voce a più voci forte, dotata di personalità e riconoscibilità.

 

Buon ascolto e, soprattutto, buona lettura!

 

La sigla di questo podcast è "Crunchy" di Carmine Prestipino 

Registrata e mixata al Creepnotic studio. 

 

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